Imballaggi in plastica. Nel lattiero caseario si cambia
Latte, yogurt, burro, formaggi freschi e stagionati: il mondo dei latticini è uno dei settori alimentari con la maggior ricchezza e varietà di prodotti. Un punto di forza per i consumatori, ma anche una fonte di complessità per le aziende produttrici, che devono identificare per ogni prodotto il tipo di materiale e di packaging più adatto in termini di sicurezza, resistenza e contenuto di servizio per il consumatore.
Sono tanti i materiali che nel settore lattiero caseario entrano in contatto con i prodotti: bottiglie e vasetti di vetro; vaschette, vasetti e bottiglie in PET; contenitori in poliaccoppiato per il latte; confezioni in alluminio per il burro; vassoi, pellicole plastiche e sacchetti per i formaggi. Tutti materiali in rapida evoluzione, sempre più “ecologici” e a minor impatto ambientale, ma sempre controllati e affidabili sul fronte della sicurezza.
Proprio la rapida evoluzione scientifica e l’alto grado di innovazione che caratterizzano il settore delle materie plastiche ha spinto l’Unione Europea a rivedere ed aggiornare la normativa riguardante i materiali e gli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari. Così, dal 1 maggio 2011, è entrato in vigore il nuovo il Regolamento UE n. 10/2011 che abroga il precedente provvedimento (ossia la Direttiva 2002/72/CE).
La principale novità del regolamento consiste nel fatto che investe anche nuove aree: ad esempio, la plastica utilizzata in combinazione con altri materiali all’interno dei cosiddetti multistrato multi materiali o le resine a scambio ionico.
Al fine di garantire la sicurezza del materiale o dell’oggetto finale, ogni nuovo componente usato nella realizzazione dei materiali in plastica dev’essere autorizzato dai singoli Stati e devono esserne definiti i limiti di migrazione specifica, sulla base della valutazione dei rischi.
In particolare, se un additivo autorizzato per la fabbricazione di materiali e oggetti di materia plastica è anche autorizzato come additivo alimentare o sostanza aromatizzante, è necessario assicurare che il suo rilascio non comporti il superamento dei limiti previsti o non modifichi in modo inaccettabile la composizione dell’alimento.







