Sicurezza alimentare e rischi dell’imballaggio: interviene l’Efsa
Linee guida per la sicurezza alimentare degli imballaggi
L’Efsa interviene sulla questione dei materiali utilizzati nell’imballaggio degli alimenti
Ancora poche regole per la salvaguardia della sicurezza alimentare, gli imballaggi e le sostanze a rischio migrazione al centro delle linee guida dell’Efsa.
La sicurezza alimentare, principale obiettivo del D.Lgs 155/97, presuppone che venga garantita sempre la salubrità degli alimenti in tutto il percorso della filiera produttiva allo scopo di assicurare il mantenimento di tutte le caratteristiche organolettiche e nutrizionali per il consumatore finale.
L’attività di controllo e vigilanza, è richiesta in prima battuta alle aziende che lavorano, manipolano, confezionano e somministrano alimenti al pubblico tramite le operazioni di autocontrollo alimentare, sintetizzate nel manuale HACCP volte alla tutela del consumatore nell’ottica della sicurezza alimentare, operando in tutte le fasi di criticità del ciclo produttivo degli alimenti.
Ultimamente, l’Efsa, l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare, ha concentrato la sua attenzione nel ciclo produttivo degli alimenti, precisamente focalizzando l’attenzione sui materiali impiegati nelle fasi di stoccaggio. L’Autorità per la sicurezza alimentare, ha pubblicato un rapporto contenente le linee guida sull’utilizzo di materiali per l’imballaggio degli alimenti: dalla plastica, ai materiali sintetici, vernici, cartone, inchiostri e gomme non ancora “armonizzati” nella normativa.
Il report realizzato dall’Efsa, contiene alcuni casi specifici; uno di questi si riferisce ai cereali per la prima colazione a rischio migrazione e contaminazione a causa di una sostanza “Metilbenzofenone” utilizzata per la confezione. Spiega l’organismo: “oggi ancora manca una normativa a tutela della salute dei consumatori in questo senso perché, i materiali utilizzati negli imballi sono molti e in continua evoluzione“. Ammine aromatiche da adesivi, nitrosammine nella gomma, inchiostri di stampa e idrocarburi minerali nella carta.
Il gruppo di cooperazione scientifica dell’Efsa ha raccolto quindi, tutte le valutazioni di rischio effettuate dagli stati al fine di creare un rapporto di “classi di tossicità” (bassa, media e alta) che andrà poi a creare i valori di soglia massima di esposizione dell’alimento ad una determinata sostanza perché, si legge nel rapporto, esistono sostante molto pericolose per il consumatore che anche in basse concentrazioni possono recare danno.
Con questo rapporto, l’ente europeo ha gettato le basi verso una futura normativa specifica per materiali e imballaggi, valori di esposizione e limiti nell’utilizzo dell’industria alimentare.



